La nuova edizione del documento Accredia RT 23

Prescrizioni per la definizione del campo di accreditamento per i laboratori

 

Pubblicata la nuova edizione del documento Accredia RT 23 “Prescrizioni per la definizione del campo di accreditamento per i laboratori di prova”

Tra le ormai innumerevoli novità normative del 2026 (passate e future) non potevamo farci mancare la recente (15 aprile 2026) revisione del documento Accredia RT 23 “Prescrizioni per la definizione del campo di accreditamento per i laboratori di prova”. Il documento tratta di “Atlante”, quel mitico gigante costretto per l’eternità a reggere il peso del mondo intero. Un po’ come fanno i laboratori con l’accreditamento. A tal proposito abbiamo due notizie, una buona e una cattiva, anzi due.

La buona notizia: che c’è tempo per l’adeguamento, l’entrata in vigore è prevista per il 1° novembre 2026. Quel giorno i laboratori avranno a disposizione molti più santi da tirare giù. Quella cattiva: non sono evidenziate le modifiche apportate e scompaiono, rispetto alla precedente edizione, le tabelle con gli esempi. L’altra cattiva: è previsto il “periodo transitorio” di sei mesi per l’adeguamento, ma non sta scritto da alcuna parte come verrà gestito questo “periodo transitorio”.

L’aggiornamento era doveroso: nella vecchia edizione, risalente ormai al 2015, erano presenti riferimenti a capitoli ormai inesistenti del documento RT 08, ancora allineati alla ISO 17025:2005 (si saranno “fatti” una non conformità da soli, per questo, come usano con i laboratori che non aggiornano i riferimenti normativi..?) e non si teneva conto del fatto che, da allora, è stato implementato il famigerato “atlante” dei metodi in accreditamento, che tante gioie ha dato e continua a dare ai laboratori alle prese con la DA online. Una montagna che partorisce topolini, nello specifico il caro, vecchio file Excel, praticamente lo stesso della “richiesta formale di accreditamento” dei primi anni duemila, da inviarsi separatamente, ovviamente dopo aver terminato la compilazione.

Ma non divaghiamo: essendoci già letti il documento, vediamo quali sono le principali novità che meglio tratteremo nell’ormai imprescindibile prossimo corso Arclab:

  • Accredia dichiara, nella lettera informativa, che il documento attuale riguarda solo i laboratori di analisi e di prova, non più i laboratori medici: in realtà nella precedente edizione l’unico riferimento ai laboratori medici era la citazione del documento RT 35, specifico per questi ultimi;
  • “Compilazione degli elenchi prove” diventa “Definizione del campo di accreditamento”;
  • È stata riorganizzata la struttura del documento, suddividendo quanto riguarda i metodi considerati come sviluppati dal laboratorio (considerando tali anche quelli variamente modificati) da quanto riguarda gli altri metodi (inclusi quelli “non normalizzati”);
  • Sono stati identificati capitoli specifici per la definizione del campo di misura e della tecnica di prova;
  • Sono stati forniti chiarimenti sulle modalità di compilazione e sulle motivazioni delle scelte adottate, coerenti con la piattaforma DA online;
  • È stata esclusa praticamente ogni forma di possibile “personalizzazione”;
  • È scomparsa la trattazione dei metodi “alternativi”, di quelli “prestazionali”, dei metodi validati da laboratori di riferimento nazionali e simili;
  • È stato introdotto un capitolo specifico per i metodi di campionamento;
  • È stato introdotto un capitolo specifico per la gestione del “campo flessibile”, a integrare quanto riportato in RT 26;
  • Si dichiara esplicitamente che gli avvisi che si trovano sulla piattaforma online non sono concepiti come strumento per l’aggiornamento dei documenti esterni dei laboratori, è quindi necessario comunque consultare i siti degli organismi normatori e quelli legislativi (gazzette ufficiali italiana ed europea).

Ma quali sono le conseguenze per i laboratori? Le indicazioni su alcuni metodi potrebbero non essere più allineate alle prescrizioni della nuova edizione del documento, e come tali non essere considerati accreditabili: meglio controllare (non è detto che compaia un segnale). Essendo variate le regole per i metodi che prevedono conferma, meglio verificare, anche in questo caso, la situazione (pare non sia più sufficiente avere a disposizione la sola procedura di dettaglio, o di prova). Verificare anche la situazione dei metodi con rimando ad altri metodi, in particolare di campionamento. Verificare inoltre, in particolare, la situazione dei metodi interni e di quelli non normalizzati, nonché di quelli in campo flessibile: potrebbe essere necessario apportare modifiche, ovvero suddividere in diversi metodi.

Per ulteriori dettagli e approfondimenti, ci vediamo al corso!

Qui la locandina:  

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